Anche Fognano nei secoli del Medio Evo aveva un suo castello, ma questo venne distrutto nel 1292 da Maghinardo Pagani da Susinana, un signorotto locale che incorse anche nelle ire di Dante, e che collocò questo "dimonio" nel XXVII canto dell'Inferno, bollandolo come il "Lioncel dal nido bianco che muta parte da la state al verno".
La distruzione del Castello non impedì al paese di sopravvivere e di aumentare la sua popolazione; una testimonianza del cardinal Anglico indicava che alla fine del '300 gli abitanti del circondario erano circa 400, una cifra ragguardevole per i tempi e destinata ancora a crescere, al punto che nel secolo successivo si sentì la necessità di costruire un ospedale/ospizio per il ricovero dei pellegrini. Verso la metà del XIX secolo il paese aveva già superato le mille anime, aveva un suo mercato, un medico condotto ed un proprio mercato, mentre non ebbero mai successo i reiterati tentativi di costituirsi in comune autonomo da Brisighella.